IMG_0105Da sette mesi circa, per l’imponderabile danza della realta’, la mia famiglia ed io viviamo in Belgio, questo ameno e non grande paese europeo diviso linguisticamente, politicamente e geomorfologicamente, ubicato nel bel mezzo del Vecchio Continente. Viviamo non lontani dalla capitale Bruxelles, ma suffcientemente a distanza da evitare il traffico che ammorba questa alquanto bislacca capitale europea. Abitiamo nella parte francofona, ma non lontano dal confine linguistico ed amministrativo con la regione fiamminga. Questo per diritto di cronaca e per fare un po’ il punto della situazione.

Spero in futuro di poter scrivere molti altri post su questa nostra esperienza di vita, che per il momento scorre abbastanza tranquilla e serena, nella sonnecchiose campagne valloni, tra mucche sempre libere di pascolare nei campi, edicole sparse di santi a cui nessuno piu’ si rivolge, stagioni che arrivano e vanno via nel giro di poche ore, piogge scroscianti alternate a meriggi luminosi di sole pallido ed assorto che neanche in Puglia.

Ma al di la’ dell’aspetto bucolito di cotanta contrada, vorrei parlare di una cosa seria e molto importante che mi ha colpito nei nostri mesi qui tra i belgici. La scuola e la loro efficienza.

Come gia’ ho anticipato, il Belgio e’ diviso un po’ su tutto, al cospetto l’Italia a volte puo’ sembrare un blocco monolitico ; ma su una questione tutti sembrano essere alquanto d’accordo ed allineati : la scuola e la sua importanza per il futuro di questo paese.

Una cosa che di primo impatto mi ha colpito appena arrivato, e’ la ripartizione del sistema scolastico. Qui in Belgio non esiste la scuola media o la scuola secondaria di primo grando come pomposamente oggi nel vomitevole linguaggio del politicamente corretto e’ stata ribattezzata. Il ciclo di studi (pre-laurea) si articola nel seguente modo :

  • Ecole maternelle (equivalente della nostra scuola materna) 3-6 anni
  • Ecole primaire (equivalente della nostra scuola elementare, ammesso che non le abbiano idiotamente cambiato il nome) 6-12 anni. Durata complessiva 6 anni.
  • Ecole secondaire (equivalente della nostra ex scuola superiore, o di come diamine sia sta rinominata) dai 12 ai 18 anni. Durata complessiva 6 anni.

file2-2La scuola primaria, cosi’ come la scuola materna e’ identica per tutti. La scuola secondaria, cosi’ come in Italia ha differenti indirizzi, ma e’ divisa essenzialmente in 3 grandi macrocategorie : scuole professionali, scuole tecniche, scuole ad indirizzo generale. All’interno di ciascuna di queste aree, ci sono poi orientamenti piu’ specifici. Mentre gli istituti professionali preparano ad un ingresso successivo nel mondo del lavoro, gli istituti tecnici forniscono una formazione di base soprattutto di tipo matematico e letterario, abbinando un forte impatto di insegnamenti tecnici a seconda degli orientamenti scelti negli ultimi 4 anni. Gli istituti « generici » forniscono una formazione ampia, senza approfondire alcuna specializzazione particolare, cercando di fornire una base solida per proseguire poi gli studi nel campo universitario. L’insegnamento delle lingue straniere e’ reputato di elevata importanza (inglese su tutti, ma mutuamente nelle diverse regioni si studiano francese/olandese/tedesco). Anche nelle scuole ad indirizzo “generico” si puo’ scegliere un orientamento piuttosto che un altro, dando piu’ risalto a materie di ambito scientifico, piuttosto che linguistico, artistico, o letterario. La differenza tra liceo classico di “elite” di sta ceppa, e altri licei/istituti “sfigati” vigenti in Italia qui non esiste. Chi decide di massacrarsi i coglioni con il greco, di solito qui e’ non e’ visto come « la futura classe dirigente del paese» e formule tronfie e provinciali di questa risma. Chi decide di fare il professionale ad indirizzo meccanico non e’ un reprobo della societa’.

Dopo alcuni mesi passati a seguire un equipe di ingegneri, alcuni dei quali non hanno ancora 25 anni, ma con gia’ alle spalle un anno di lavoro (cosa alquanto impensabile in Italia, dato che ci si laurea nel migliore dei casi a 24 anni suonati, a causa dei 13 anni di percorso pre-universitario), ho scoperto che la cosi’ netta divisione classista delle scuole secondarie italiane non e’ poi marcata. Tanti figli della borghesia bene che non hanno voglia di massacrarsi gli zebedei con gli studi, frequentano tranquillamente un istituto professionale (senza che le proprie famiglie reputino la cosa un’onta), tanti figli in gamba (un numero piuttosto cospicuo) di figli di immigrati frequentano le scuole secondarie ad indirizzo generico, ambendo al raggiungimento del diploma con conseguente prosieguo nell’Universita’. La scuola diventa gia’ nel suo essere un frullatore sociale, soprattutto quella pubblica. Le scuole cattoliche avrebbero il sentore di essere un po’ scuole di elite, ma posso dire che l’aurea di scuola d’elite che hanno, e’ enormente inferiore a quella che hanno alcuni licei pubblici (e sottolineo pubblici) ritenuti la creme della creme in Commedia Country. La scuola in Belgio sembra essere bilanciata piu’ che sul dare un po’ a tutti -al fine di aiutare e tutelare soprattutto i meno portati/vogliosi a discapito dei piu’ bravi/volenterosi che devono pertanto essere al traino-  piu’ sullo studente che va mediamente bene ed e’ mediamente portato, cercando cosi’ di bilanciare democraticamente, sia colui che non ha voglia o non e’ molto portato (ma deve pur arrivare ai 18 anni), sia colui che ha voglia e portato e merita. A monte vi e’ comunque un discreto indirizzamento gia’ a 12 anni (2 anni prima che in Italia) che cerca di evitare di avere in una classe differenze abissali; per cui chiedendo a colleghi vari, ho capito che la scuola secondaria non e’ un calderone dove si finisce “sparpagliati” ad minchiam in balia di scelte delegate a chicchesia se non al caso. Ripeto, pur avendo il Belgio numerosi problemi (che non elenco in questo post), alcuni anche pesanti, ha capito (al di la’ della profonda divisione culturale e linguistica) che attraverso la scuola e la sua funzione di ente che fornisce istruzione (ed educazione civica) passa gran parte del futuro di questo paese (indipendentemente dalle sue divisioni) e del sentimento di sentirsi di esso cittadini. I risultati reali quali sono? Ve lo diro’ col tempo (al momento non mi sembra un paese allo sbando e pieno di capre ignoranti, molte delle quali posizionate in posti senza alcun merito reale), posso in via potenziale dire, che l’impostazione della scuola non come “ente di assistenza sociale/club per i figli di papa’”, ma come ente di trasmissione del sapere e del sentirsi parte di un sistema civile, a me piace. Una cosa che stavo dimenticando riguarda l’obbligo scolastico: va dai 6 ai 18 anni.

file-8Il sistema scolastico e’ prevalentemente pubblico, gestito per lo piu’ dalle comunita’ linguistiche (non dalle regioni che sono un’altra entita’ locale, per lo piu’legate ad altri aspetti di tipo amministrativo, magari ci scrivero’ un post in merito), affiancato comunque da un sistema privato (sovvenzionato parzialmente da enti pubblici) di tipo cattolico di dimensioni alquanto importanti in quanto a numero di studenti. Per diritto di storia, bisogna ricordare, che nonostante oggi il Belgio sia un paese fondamentalmente laico e secolarizzato, deve la sua ragion di esistere ad una rivoluzione religiosa, in cui i cattolici ubicati in questa terra, dopo il periodo napoleonico, piu’ precisamente nel 1830, decisero di staccarsi dal Regno dei Paesi Bassi, fortemente arroccato su posizioni di stampo protestante.

Ora se volessimo essere in tema di far polemiche, come spesso avviene in Commedia Country direi: Perche’ non eliminare la scuola media anche da noi, e recuperare un anno che altrimenti andrebbe regalato ai gia’ tanti che regaliamo allo stato? A me non farebbe poi tanto schifo. Diciamo che un regalo di tale portata non me lo sono potuto permettere, ma spero di poterlo fare per i miei figli. E’ una provocazione che lascio ai lettori. Preferite un sistema su due livelli (6+6) senza scuola media (o come cazzo si chiama oggi) e diplomarvi a 18 anni, oppure un Sistema come quello italiano, diviso in 3 gradini (5+3+5) successivi, diplomandosi a 19 anni ? Che esperienze avete voi della scuola media ? A distanza di anni (mi riferisco a chi ha piu’ di 25 anni), ritenete la scuola media italiana utile, e se si in cosa ? Lascio aperto questo sondaggio.

Da notare che nel Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Spagna e quasi in tutti i land della Germania (salvo eccezioni di alcuni land, e per alcuni percorsi in particolare, se qualcuno e’ interessato posso girare tutti i riferimenti), il ciclo di studi pre-universitario si conclude a 18 anni, pur avendo ogni nazione un percorso diverso (il sistema belga e’ identico a quello del Regno Unito e dei Paesi Bassi). Ritenete inoltre che l’obbligo scolastico debba arrivare ai 18 anni come qui in Belgio? Ovviamente motivare la risposta, non lasciando un semplice ritorno dogmatico ideoligico (gli anni 70 sono finiti da un bel pezzo).

p.s.: Quando vivevo in Canada, seppur all’epoca la cosa non me ne impippava molto (per via del fatto che non solo non avevo figli, ma non ero ancora neanche sposato), avevo scoperto che il sistema scolastico pubblico (preponderante rispetto a quello privato), era strutturato come in Belgio. In Canada (paese diviso linguisticamente e culturalmente come il Belgio), la scuola era impostata come in Belgio. Il livello medio di istruzione, educazione civica e cultura dei canadesi era molto alto.

p.p.s: ho scritto questo post stamattina. Non l’ho subito pubblicato. Avevo delle commissioni da sbrigare prima del pomeriggio, tra cui passare da un concessionario di auto, ove mi sono recato con mia figlia. Il commesso, dopo aver cominciato a fare lo strasimpatico con me (intuendo le mie origini italiane, si lanciava in un italiano maccheronico, sperando di “fare colpo”da un punto di vista commerciale), ha cominciato a chiedermi da quanto tempo vivessi in Belgio. Gli ho detto 7 mesi. Ad un certo punto, con estrema serieta’, come fosse un’altra persona, ha iniziato a chiedermi come si trovasse mia figlia a scuola. Gli ho risposto: “Bene, si e’ inserita e parla gia fluentemente francese”. Con piglio serio mi ha guardato/scrutato dicendomi e quasi intimandomi: “L’ecole c’est un etape fondamentale de la vie. C’est important de bien s’adapter pour elle et pour vous”. Gli ho risposto”Sans aucun douts”. Dopo un secondo cambia espressione, passando da una faccia tipo Massimo Ranieri a quella di Al Bano ubriaco, chiedendomi se  per comodita’ preferissi un preventivo in inglese invece che in francese. Benvenuti in Belgio.