Dopo 3 settimane di tam tam mediatico, quando i numeri hanno cominciato a presentarsi nella loro nuda e cruda realta’, credo che la maggior parte degli italiani abbia cominciato a capire cosa comporta la diffusione di questo virus. Dopo i vari allarmismi seguiti da dietrofront di media e politici, ora guardiamo per la prima vera volta in faccia cosa stiamo vivendo.

Mi sembra oramai chiaro, che sia un dovere civico ma non solo (e’ anche un dovere etico e morale) evitare di andare troppo in giro, affollarsi, affastellarsi e radunarsi in posti chiusi, insomma restare a casa. Dobbiamo salvaguardare le vite dei nostri anziani, delle persone che gia’ hanno malattie e sono in ospedale oppure sono a casa seguendo delle cure, dobbiamo fare in modo che il nostro sistema sanitario non venga sottoposto ad uno stress tale da non poter far fronte all’onda degli affetti sintomatici da covid-19, mettendo a repentaglio molte vite umane, anche di giovani.

Non ho grandi cose da scrivere. In questi frangenti credo sia piu’ corretto stare zitti e comportarsi bene. Avere senso civico. Le polemiche lasciamole per un po’ da parte.

Un invito pero’ lo voglio fare.

Da anni bazzico sui social, e ho sempre visto come questi mezzi siano alla fine dei potentissimi amplificatori di ego. Certo chi ha voglia di dar sfoggio del proprio ego, lo fa comunque… ma non e’ solo cosi’ in questo contesto ahime’. Il social lascia traccia, ti tocca vedere e rivedere quella frase postata da quel tale o da quel giornalista, da quel blogger o dal tal dei tali. I social forniscono questa sensazione di potenza quasi a costo zero, e tu che sei magari solo uno che legge, non puoi esimerti dal non leggere anche se solo per qualche secondo. La quantita’ di roba che un social sputa fuori, ti intacca in un certo qual modo, a differenza della tipa o del tipo che dal vivo dice le sue cose/castronerie/verita’ filosofiche. Dal vivo posso decidere bellamente di ignorare , sui social questo vale un po’ meno.

Il mio invito e’ pertanto rivolto ad usare con intelligenza questi canali, senza tirar fuori oltre l’ego anche la parte peggiore di noi, quella parte d’ombra che tutti abbiamo, dove abbiamo accumulato le nostre invidie, le nostre frustrazioni, le nostre insoddisfazioni e rancori verso la vita o chicchesia lasciandole defluire senza filtro. Restiamo a casa, ma usiamo con parsimonia ed intelligenza questi canali di comunicazione. E’ un augurio ovviamente, dato che stando a casa, i social verranno utilizzati per molto tempo.

Purtroppo in queste settimane, nei miei canali social ho appurato come molti utenti abbiano pubblicato post rabbiosi, rancorosi, sarcastici (il sarcasmo l’ho sempre reputata l’arma dei poveri di spirito) che chissa’ da quanto tempo covavano dentro. Ci sono episodi onestamente gravi, come l’assalto ai treni di domenica notte, ma non solo.. Sin dall’inizio questa storia ha messo ha dura prova il nostro sistema nervoso, e molti si sono sentiti in dovere di riversare tanta bile in questi canali. Assaltare treni, affollare spiagge e stazioni sciistiche in questo momento e’ un atto di incivilta’ ed irresponsabilita’, allo stesso tempo e’ un atto di vilta’ inutile al momento punzecchiare reiteratamente sui social chi ha tenuto quei comportamenti. Ora e’ il tempo di tenere i nervi saldi, e fare in modo che il paese si possa riprendere.

I virus purtroppo viaggiano, soprattutto in un mondo globalizzato come il nostro. Sarebbe arrivato, era questione di tempo. si poteva affronatare  in maniera diversa. Certo che si.. ci si interroga invano da 4000 anni su tante cose, senza avere una risposta univoca, figuriamoci se la risposta univoca ci sia solo per questo caso particolare. Faremo ad emergenza conclusa i conti con gli incivili, sul perche’ si e’ arrivati a questo punto, sul perche’ il Nord Italia e’ stato piu’ colpito di altre zone d’Europa e cosi’ via, fare ragionamenti per prepararci un po’ meglio ad un futuro evento come questo. Ora siamo  in corsa, e questa corsa deve essere fermata.

Ricordo un momento del film : “La leggenda del pianista sull’oceano”. Durante una burrasca in pieno oceano, il trombettista, colto dal mar di mare disse: “Cosa puo fare un trombettista in questo momento per aiutare? Si rispose da solo: “Gia il fatto di non suonare la tromba e’ una buona cosa”.

#iorestoacasa