L’arte ha spesso anticipato la realtà, poichè si pone in una prospettiva di fini piuttosto che in una scia di cause. L’artista, qualora ispirato, va incontro a quello che è un certo destino che si manifesterà. Da non amante di Nanni Moretti, apprezzai molto il suo papa dubbioso (a mio avviso, e senza neanche tanto starci a pensare, il suo film migliore) che si poneva domande, e che riponeva il suo abito dimettendosi. Chi vide nel 2011 quel film, prendendolo come una delle tante boutade del regista romano, si accorse a distanza di soli 2 anni, che quella prospettiva alla fine trovò realizzazione pratica. Al netto di qualche scivolata morettiana comunque sempre presente, fu un film in cui al guizzo di genio del regista, si abbinò l’interpretazione migliore di Michel Piccoli, che già aveva mostrato la sua bravura nei film diretti da maestri come Bunuel, Ferreri, Petri e Godard.

Riporto qui in calce, la mia riflessione sul film “Habemus Papam” di Nanni Moretti, che a ragione, a distanza di anni, non solo può ritenersi un film che anticipò il reale, ma altresì regalò a chi ama il cinema, una straordinaria interpretazione di Michel Piccoli, allora ottantenne. Adieu Michel!

Habemus Papam