Avevo promesso di non parlare della crisi politica, ma non ce l’ho fatta… eccomi qui.

Faccio una premessa. Non ho seguito molto quello che ha fatto il governo Draghi nella sua intera parabola, nè le vicissitudini che hanno portato alle sue dimissioni. Resto convinto che una conclusione del governo con la naturale fine della legislatura fosse preferibile, soprattutto in un contesto come l’attuale (ricordando che la fine naturale della legislatura era a 6 mesi e non a 6 anni):

  1. Crisi ed approviggionamento energetico per la fine del 2022 e tutto il 2023.
  2. Panorama politico internazionale con una guerra a 2000km dal nostro confine piu’ nordorientale, con un’Europa che si presenta sempre piu’ disgregata a livello non solo di organismo dirigente, ma anche all’interno degli stessi stati membri (Francia paralizzata politicamente, Germania prossima ad un capitombolo economico, Spagna ostaggio di una forza politica chavista pur essendo aldiqua dell’Atlantico, Regno Unito che già sappiamo)
  3. Attuazione del PNRR (mi tocca lasciare l’acronimo, poichè le parole che lo compongono mi danno l’orticaria).

Cio’ nonostante, ben conscio che avere un governo in questi mesi fosse meglio che non averne, non mi strappo quei pochi capelli che mi restano.

Non mi strappo i capelli perchè credo ci possano essere ministri migliori di tanti ministri di questo governo (specie quello dell’istruzione che è riuscito ad essere persino peggio della precedente… ed è tutto dire). Perchè credo che la gestione del green pass e le sueimplicazioni per chi non completasse il ciclo vaccinale, viste dall’estero, fossero un delirio che ha partorito piu’ mostri sociali che vantaggi sanitari, generando una “classe di esclusi” dalla società civile pro-tempore (i quali si sono sentiti dei veri e propri reietti), pronta nel futuro a credere a folli teorie di ogni tipo, in un paese già affetto ampiamente nella stragrande maggioranza della sua popolazione da bias di ogni tipo. Non posso non aggiungere, da italiano all’estero, che tra avere come PDC Draghi o anche solo il suo predecessore, beh, a chi è stato abituato a ben altre “tipologie” (come si dice oggi) come nell’anno cristiano 2010 o 2011, Draghi era uno che non ti faceva sfigurare (ma questa è una cosa personale).

Cio’ premesso, veniamo ad una cosa che mi sta veramente dando fastidio: “Le vedove di Draghi”, coloro che infestano i social, specie quelli di stampo professionale, con post come questi:

“Abbiamo uno con Master al Massachusetts Institute of Technology, ex Governatore della Banca d’Italia, Consulente delle piu’ importanti societa’ del mondo, Presidente del Financial Stability Board, Professore ordinario in politica monetaria, membro del Board of Trustees di Princeton, Presidente per 8 anni della Banca Centrale Europea…che deve fare le consultazioni con il bibitaro, la Signora Pina, chiddo ca’ terza media, l’ex velina, la lavandaia, l’ex tronista, u dj, il diplomato alle scuole serali, u stugghiolaro…

E’ come se Michelangelo si mettesse a fare le consultazioni di pittura con quello che fa le strisce pedonali….”… non riporto l’autore, solo perchè in due giorni siamo già al ventesimo post su linkedin di questo genere, tutti aventi come minimo da 5k ai 15k like, senza un minimo di commenti al seguito, anche solo di minimo dubbio”.

Ora a tutti coloro che scrivono questi “coccodrilli”, voglio ricordare un paio di cose:

  1. La democrazia non funziona con: “Si manda al governo il migliore, il piu’ bravo della classe, quello che ha piu’ titoli di studi, quello che ha piu’ referenze internazionali, quello che ha il piu’ alto QI, quello che sa fare meglio questo o meglio quell’altra cosa e lui vede e provvede”… no non funziona cosi’.
  2. Il fatto che non funziona come al punto 1, non implica in nessun modo ed in maniera pressoche’ assoluta, che la democrazia, nella sua rappresentanza e nella sua classe dirigente, debba essere composta da gente mediamente ignorante, semianalfabeta e credulona nelle piu’ strampalate teorie del complotto… no ma neanche per l’anticamera del cervello.
  3. A tutti coloro che stanno inalberandosi per via di questa mia reprimenda, e che sono fan di coloro che scrivono i post di cui sopra, vorrei altresi’ ricordare che un paese non si definisce democratico, solo perchè ogni 5 anni si va a votare e che quindi gli italiani che votano dei semianalfabeti, sono semianalfabeti loro di partenza e che non so in base a quale passaggio logico, bisogna rivedere il concetto di democrazia. Ma neanche per il cazzo. La democrazia non è una società in accomandita semplice o una società per azioni per cui eleggiamo il nostro CEO in base a chi è il migliore. No. So che voi sognate ed agognate una “democrazia” di questo tipo, dato che quando si parla con voi, parlate delle aziende per cui lavorate o a cui avete dato vita, o delle vostre professioni con lo stesso strascico emotivo con cui nell”800 si parlava della mamma di papà, della moglie del marito o dell’amante… so che per voi sarebbe bello cosi’, ma vi vorrei tranquillamente ricordare, che non è cosi’. La democrazia è prima di tutto una struttura ben precisa di Stato che si costituisce in piu’ poteri che si controllano e si equilibrano tra loro ed in cui si elegge solo uno dei tre poteri costituenti: quello legislativo; il quale a sua volta (sotto il controllo di un garante, di solito il Capo dello Stato) genera quello esecutivo (i governi), potere esecutivo che sottostà a degli organi di controllo quali il Presidente della Repubblica (nel caso di una Repubblica, Re/Regina nel caso di Monarchia Costituzionale), la Corte Costituzionale ed ancora altri organi di minor impatto mediatico ma di importanza sempre rilevante, non eletti, e questi si, titolari di determinate competenze.
  4. La democrazia, oltre che un modello di stato (di diritto, vista la ripartizione dei poteri), è anche un modello di partecipazione alla vita pubblica di un paese, il piu’ ampio possibile, ma non necessariamente (in base alla sola volontà dei suoi cittadini), solitamente, ma non necessariamente, il paese in cui si è avuti la ventura di nascere e crescere o emigrare diventandone cittadini. Una democrazia diventa viva e moderna quando i suoi cittadini partecipano in numero il piu’ ampio possibile alla vita politica di quel paese, apportando idee di ogni tipo, per la programmazione economica, culturale, educativo-scolastico etc… non delegando sempre e con maggior vigore tutto cio’ ad una scheda che si infila in un buco una volta ogni tot mesi/anni… ma proprio no. Ficcare la scheda in un buco e credere che sia stato sufficiente è una palese cazzata.
  5. Se vi sta sui coglioni che il migliore della classe debba mediare con degli scappati di casa senza arte nè parte (cosa verissima) o con degli sciacalli che fanno bere al popolo da 30 anni strampale teorie sul proprio declino, (vedi post precedente, cosa altrettanto vera), in una democrazia, non potete lamentarvene, perchè è colpa vostra, si colpa vostra! Se volete che il migliore della classe medi con gente migliore di quella attuale, non avete che da alzare il culo e farvi democraticamente eleggere al posti di quelli di cui sopra, e dimostrare coi fatti che siete migliori.
  6. Se la classe politica delle ultime due legislasture è stata per l’80% composta da scappati di casa e sciacalli è anche perchè pochissimi di voi hanno mai mosso un dito, pochissimi di voi hanno mai messo in gioco una parte di sè verso qualcosa che non fosse sè stesso o la propria professione a favore della comunità di appartenenza. Era la vostra una scelta legittima? Certo, pero’ poi evitate di sfracassare i coglioni con questi post da vedove di Draghi, dato che con questa ignavica scelta avete lasciato che la politica la facessero Giggino la polpetta, DJ XYZ, l’amante dei pesci di acqua dolce, la versione moderna di Thomas Milian. Se volete continuare a non impegnarvi in politica, non c’è problema. Nessun medico lo consiglia a nessuno. Pero’ a quel punto, evitate di fare la morale e di credere nell’ennesima visione fideistica del divenire del mondo, in cui un uomo solo si deve fare carico dei peccati di nostra madre patria e salvarla.